La Santa Sede “torturatrice” che non ci sta e combatte

Solo il 23 maggio si conosceranno le conclusioni dell’audizione dell’osservatore permanente del Vaticano presso le Nazioni Unite, monsignor Silvano Tomasi, chiamato tra ieri e oggi a difendere la Santa Sede di fronte al Comitato dell’Onu per la Convenzione contro la tortura (Cat). In molti – tra questi il quotidiano britannico  Guardian – si aspettano una replica di quel che accadde a  febbraio, quando il Comitato per la Convenzione per i diritti del fanciullo, al termine di un’audizione, rivolse accuse ridicole contro la chiesa cattolica: colpevole di essere cattolica, cioè di non promuovere contraccezione e aborto, di non introdurre la teoria del gender nelle sue scuole, di non prevedere il sacerdozio femminile. Scarica il rapporto della Santa Sede al Comitato per la Convenzione contro la tortura (Cat) - Leggi la lettera-appello del Foglio a Papa Francesco - Leggi In America la preghiera passa il test costituzionale
15 AGO 20
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Solo il 23 maggio si conosceranno le conclusioni dell’audizione dell’osservatore permanente del Vaticano presso le Nazioni Unite, monsignor Silvano Tomasi, chiamato tra ieri e oggi a difendere la Santa Sede di fronte al Comitato dell’Onu per la Convenzione contro la tortura (Cat). In molti – tra questi il quotidiano britannico Guardian – si aspettano una replica di quel che accadde a febbraio, quando il Comitato per la Convenzione per i diritti del fanciullo, al termine di un’audizione, rivolse accuse ridicole contro la chiesa cattolica: colpevole di essere cattolica, cioè di non promuovere contraccezione e aborto, di non introdurre la teoria del gender nelle sue scuole, di non prevedere il sacerdozio femminile. Anche la nuova audizione che si conclude oggi (e che, con il Vaticano, coinvolge altri sette stati, tra i quali la Guinea e la Thailandia) nell’intento dei burocrati e di alcune potenti ong alla corte dell’Onu dovrebbe trasformare elementi di dottrina e di pratica religiosa in colpe. In ballo c’è la solita pedofilia e c’è l’aborto, temi dei quali non c’è traccia nella Cat. Ma si sa che ogni occasione è buona, per montare la gogna anti cattolica. Come si ricorderà, dopo la “condanna” di febbraio, il Foglio si fece promotore di una lettera a Papa Francesco firmata da migliaia di persone (tra gli altri, Alain Besançon, Roger Scruton, Giuliano Ferrara, Ilaria Occhini, Stanislaw Grygiel, Giancarlo Cesana). Vi si auspicava che la chiesa non subisse “il ricatto delle avanguardie fanatizzate del mondo secolare sulla questione dell’infanzia”, e si metteva l’accento su certe “tribune falsamente universaliste e falsamente umanitarie”, che “pretendono di smantellare lo spazio pubblico e privato dell’educazione cristiana a colpi di leggi neogiacobine e di pronunciamenti solenni”.

[**Video_box_2**]Ieri il Guardian riportava le dichiarazioni di ong che pretendono risarcimenti dal Vaticano per le vittime di abusi da parte del clero, affiancate a quelle dei professionisti del mondo dei cosiddetti “diritti riproduttivi”, che vorrebbero assimilare alla tortura i pretesi ostacoli alla contraccezione e all’aborto incarnati dalla dottrina cattolica. A febbraio la risposta della Segreteria di stato vaticana era sembrata timida e sconcertata. Nei giorni scorsi, il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha invece messo preventivamente in chiaro in una nota che la Santa Sede ha aderito alla Convenzione contro la tortura per conto dello Stato della Città del Vaticano, e che quindi “la sua responsabilità giuridica per l’applicazione riguarda il territorio e le competenze dello Stato della Città del Vaticano”.

Lombardi ricorda che “il progresso di adeguamento alle esigenze della Convenzione compiuto nel campo normativo” è stato “molto rilevante”, e parla della “pressione esercitata sui Comitati e sull’opinione pubblica da ong fortemente caratterizzate e orientate ideologicamente per inserire anche nella discussione sulla tortura la questione degli abusi sessuali su minori, attinente invece piuttosto alla Convenzione sui diritti del fanciullo. Quanto ciò sia strumentale e forzato, appare evidente a chiunque non sia prevenuto”. Ma è soprattutto il combattivo e dettagliato documento che la Santa Sede ha presentato all’audizione, nel quale si replica punto per punto alle accuse del Comitato del Cat, a far capire che stavolta non sarà troppo facile far funzionare la gogna (lo pubblichiamo integralmente sul nostro sito, ilfoglio.it). All’accusa di provocare “torture fisiche e psicologiche” a causa della sua politica su contraccezione e aborto, la Santa Sede replica per esempio che il suo scopo è semmai “evitare come richiede la Convenzione che i bambini vengano torturati e uccisi prima di nascere. Per esempio in Canada tra il 2000 e il 2011, 622 bambini nati vivi dopo un aborto sono stati lasciati morire come pure 66 nel Regno Unito nel 2005”.